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Il nocciolo, Corylus Avellana spp, è un vecchio amico dei freschi versanti dell’Appennino Reggiano in quanto nel passato veniva coltivato abitualmente per ottenere frutti da consumare nella stagione invernale e legname da ardere o da utilizzare nei lavori di campagna.
Negli ultimi anni questa pianta è stata reintrodotta in Appennino per verificarne l’adattabilità e le possibili produzioni molto ricercate dall’agroindustria dolciaria italiana.
Quando gli Eredi di nonno Amerigo hanno deciso di valutare un noccioleto nell’appezzamento del Munzei è partita con entusiasmo la sfida di riportare in produzione una pianta rustica dal frutto nobile.
Abbiamo così valutato la predisposizione del luogo ad ospitare tale impianto.
La quota altimetrica di circa 600 m slm, la giacitura sud-sud ovest, la leggera pendenza, la presenza di un suolo limo sabbioso con discreta quantità di scheletro, un livello ottimale di pH, il buon contenuto in sostanza organica frutto di anni di riposo del terreno, il buon livello di elementi nutritivi hanno fatto prendere la scelta di procedere con la creazione del noccioleto.
Per la scelta delle varietà si è cercato di sperimentare sia varietà piemontesi, ovvero la Tonda Gentile delle Langhe e la Tonda Gentile Romana  in grado di garantire produzioni pregiatissime la prima e un miglior grado di adattabilità la seconda, anche in termini quantitativi.
Sono stati inoltre inseriti nella coltivazione piante impollinatrici, in quanto il nocciolo è una pianta monoica autoincompatibile.
Le operazioni di impianto hanno quindi previsto una accurata analisi del suolo, seguita da una concimazione di fondo con prodotti ammessi dal regolamento comunitario di agricoltura biologica. La preparazione del terreno è stata effettuata da una aratura profonda con zappatura e impianto con sesto 5m x 5m per favorire lo sviluppo di piante “a cespuglio”.
Per proteggere le giovani piante dagli animali selvatici sono stati inseriti degli shelter protettivi con appositi tutori lignei.
Nei prossimi anni per garantire un corretto sviluppo e una rapida entrata in produzione verrà predisposto un impianto di irrigazione a goccia che utilizzerà le fresche e qualitativamente ottime acque del monte Prampa.
In attesa del germogliamento primaverile e della seguente potatura il noccioleto del munzei aspetta pazientemente la neve, che a queste quote ed in queste valli rappresenta per i vegetali la protezione dai rigori invernali e un’importante fonte di acqua per la prossima stagione estiva.
La produzione dovrebbe iniziare dopo il primo quinquennio per arrivare nel pieno verso i dieci quindici anni.
La gestione fitosanitaria e di nutrizione avverrà in base ai dettami del reg CE 834/08 Agricoltura Biologica.

Dott. Agr Simone Bertani
Dott. Agr. Stefano Giovannini

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